Sesso.

L'argomento, spesso innominato, intorno al quale si alimentano le fantasie degli adolescenti e le paure dei genitori.

La diffusione di internet e poi dei social ha reso le fantasie sempre più accessibili per i ragazzi e le paure sempre più terrificanti per i loro genitori.

Una parola in particolare fa tremare i polsi nell'ultimo periodo: SEXTING.

COS'E' IL SEXTING? Il termine "sexting" indica l'invio di messaggi (testo e/o immagini) dal contenuto sessualmente esplicito.

Sono finiti i tempi delle lettere d'amore e delle musicassette con le canzoni preferite: ora i ragazzi e le ragazze si corteggiano a colpi di foto di nudo scambiate alla velocità della luce su Messanger o Whatsapp.

O almeno è questo che i genitori immaginano con terrore mentre provano a sbirciare con discrezione gli scambi virtuali delle proprie figlie e dei propri figli.

IL SEXTING TRA GLI ADOLESCENTI ITALIANI. Secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Nazionale Adolescenza nel  2016, lo scambio di immagini e contenuti a carattere erotico/sessuale tra i ragazzi e le ragazze italiane inizia già a 11-12 anni e 1 giovane su 4 ammette di aver praticato il sexting.
Numeri che potrebbero essere anche superiori se si considera la possibilità di ammettere questi comportamenti esplicitamente.

Su un campione di 7mila adolescenti:

  • il 4% afferma di aver fatto sesso inviando foto e video erotici di sé tramite Whatsapp o altri social network
  • il 6,5% afferma di aver fatto sexting
  • il 2% afferma di aver fatto sesso davanti a una webcam
  • il 10% afferma di aver fatto selfie in intimo o di nudo integrale
  • il 3% afferma di pubblicare queste foto intime sui social network per esibizionismo.

IL SEXTING E' LEGALE? Al momento in Italia non esistono normative specifiche sul sexting: il fenomeno finora è stato sempre inquadrato all'interno delle norme sulla violazione della privacy, sullo stalking, sulle molestie, sulla produzione e divulgazione di materiale pedopornografico quando le immagini riguardano minorenni.

Più articolata la situazione all'estero.

L'Unione Europea ha demandato ai rispettivi stati la regolazione del fenomeno, negli USA negli ultimi 2 anni sono stati 20 gli Stati a emanare leggi sul fenomeno, onde evitare situazioni come quelle accadute a Greensborough, in Pennsylvania, dove sei adolescenti (tre maschi e tre femmine) furono processati per pedopornografia per essersi scambiati fotografie esplicite.

Tutti rischi di cui gli adolescenti sono sostanzialmente quasi del tutto all'oscuro.

PREVENZIONE E INFORMAZIONE. Nel 2008 Donald Strassberg e il suo team sono andati in un liceo americano per studiare il comportamento sessuale degli adolescenti.
Nel 2013, 5 anni dopo, sono tornati per vedere cosa fosse cambiato.

Nel 2008 un ragazzo su due riferiva di aver ricevuto "sext".

Nel 2013 la percentuale era scesa al 41%.

Stabili invece le percentuali tra le ragazze, intorno al 30% sia nel 2008 sia nel 2013.

Quello che è stato trovato in drastico calo era l'invio di text da parte dei ragazzi della scuola.

Si è passati dal 27% nel 2008 al 12% nel 2013 per i maschi e addirittura da un 21% all'8% per le femmine.

Come mai un calo così vistoso nel comportamento dei liceali nello studio di Strassberg?

Per alcuni aspetti ha sicuramente inciso l'eco mediatica di alcuni casi di processi negli Stati Uniti, come quello della Pennsylvania.
Un ruolo lo hanno sicuramente avuto il successo di alcune nuove app, come Snapchat, che rendono difficile l'invio dei contenuti in forma anonima.

Ma l'elemento che certamente ha inciso più di tutti è che dopo il primo studio nel 2008 la scuola ha agito portando avanti programmi e iniziative per l'uso sicuro e responsabile dei telefonini e dei social, coinvolgendo attivamente gli studenti.

CONSIGLI PER I GENITORI. Cosa fare per prevenire il sexting? E nel caso scoprissi che tuo figlio o tua figlia scambia in rete materiale erotico o pornografico, come puoi intervenire?

  • La prevenzione non si improvvisa, ci costruisce nel tempo, attraverso relazioni di fiducia, che promuovano e sostengano autostima e senso di responsabilità, attraverso comunicazione adeguata, rispetto dei confini e coerenza nelle regole.
    Soprattutto per quanto riguarda il sexting, è importante non trattare il sesso, a maggior ragione in adolescenza, come un tabù.
    Se tuo figlio non parla con te di sesso, ne parlerà con qualcun altro, e abbondantemente. Qualcun altro che non sempre sarà guidato dalle migliori intenzioni.
  • E' importante spiegare che è necessario tutelarsi in rete, in particolare è importante che i giovani non forniscano ad estranei informazioni sensibili come indirizzo di casa o di scuola, orari, spostamenti, numeri di telefono.
  • E' necessario metterli in guarda dagli sconosciuti che chiedono di utilizzare la web cam: il materiale audio/video può essere registrato, diffuso in rete oppure utilizzato per ricattare, minacciare, intimidire.
  • Se dovessi scoprire che tuo figlio o tua figlia scambia testi o video a carattere erotico/pornografico , innanzitutto assicurati che sia consapevole dei  pericoli che sta correndo e dei rischi connessi allo scambio di questo materiale.
    In particolare, se dovessi scoprire che tuo figlio o tua figlia è stato in qualche modo adescato da uno sconosciuto, evita di colpevolizzarlo. E' vero che è stato imprudente, ma resta pur sempre una vittima
  • Infine: se temi che il materiale sessualmente esplicito possa essere diffuso in rete, non esitare a contattare la polizia postale.

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Per approfondire

Strassberg, D. S., Cann, D., & Velarde, V. (in press). Sexting by high school students. Archives of Sexual Behavior.

http://www.adolescienza.it/osservatorio/

Autore
Ada Moscarella
Author: Ada MoscarellaWebsite: www.ampsico.itEmail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
E' stato con l'aiuto di uno dei miei primi pazienti che ho capito fino in fondo perché amo questo lavoro. Mi fu presentato dal medico responsabile del suo ricovero: alcol, sostanze, fedina penale sporca. - E' un caso disperato - mi disse e mi lasciò intendere che non avevo da perderci molto tempo. Di tempo insieme, in effetti, ne passammo un po' e non direi che sia andato perduto. Lui si è disintossicato dall'alcol e dall'eroina, io ho capito che la profonda ragione per cui amo il mio lavoro è la possibilità di scoprire la forza anche lì dove tutti vedono solo disperazione, debolezza, fragilità. Così ho scoperto quanto sia poco interessante andare alla ricerca di colpevoli e quanto invece la vera forza della psicologia sia la sua capacità di trovare il modo di usare al meglio quello che si ha. Questa è la Base Sicura; il posto in cui costruire insieme risposte solide, concrete, durature a un bisogno universale: - Come faccio a stare meglio? -

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