
Una delle cose più difficili da fare per i genitori è parlare con i loro bambini della morte.
Molti adulti sono a disagio in generale a parlare e riflettere sull’argomento.
Inoltre spesso sono essi stessi per primi ad essere colpiti dal dolore profondo della perdita e questo rende particolarmente doloroso ed impegnativo il compito di spiegare ai figli cosa sia accaduto.
L’intenzione primaria è senza dubbio proteggerli dal dolore: nonostante la morte faccia parte della vita, si fantastica che i bambini possano non entrare in contatto con essa, che non siano in grado di gestirla e tollerarla, quindi meglio impiegare tutte le energie per fare in modo di “nascondere” il fatto.
Molti genitori cercano di convincersi che i bambini non sappiano cosa stia accadendo quando qualcuno è gravemente malato o morente.
Alcuni genitori decidono di mandare i figli lontano da casa.
È vero che, se ci si impegna, i bambini non capiscono cosa stia succedendo? A questa domanda è bene rispondere in maniera molto decisa: no.
I bambini per natura sono molto sensibili ai cambiamenti dell’ambiente circostante e spesso sanno molto di più di quello che pensiamo. Possono percepire i cambiamenti nella routine, stati d'animo e atteggiamenti degli adulti che li circondano e il fatto che non ne parlino o non chiedano spiegazioni non è affatto un buon segno.
Possono aver percepito che per i genitori è particolarmente doloroso parlarne. A quel punto l’unico rifugio è la fantasia e non c’è posto più terrificante dove cercare risposte circa la morte.
Pensavate di essere i soli a cercare di proteggere i vostri figli? Vi svelo un segreto: anche i vostri figli si adoperano moltissimo per cercare di proteggervi e questo spesso causa loro non pochi problemi anche da adulti.
È molto importante rispettare i ruoli: è compito esclusivo dei genitori proteggere la famiglia.
I bambini sanno che la morte è permanente? Dipende ovviamente dall’età. I più piccoli non possono sapere che la morte è permanente, ma possono percepire che qualcosa di molto triste è accaduto. Vedono medici e infermieri e intuiscono che qualcosa di straordinario sta accadendo. Può essere un momento molto spaventoso e di confusione se le cose che accadono non vengono spiegate passo passo da un adulto.
Il modo migliore per aiutare i bambini ad affrontare la morte è quello di fornire informazioni e conforto adeguati per il livello del loro sviluppo. Quando i bambini non ricevono le spiegazioni del caso, la loro immaginazione produce fantasie spesso molto peggiori della verità.
Naturalmente ciò che è opportuno dire a un bambino di 3 anni è diverso da ciò che è più utile da dire ad un ragazzo di 13.
Ai bambini di età inferiore ai 5 anni, può essere detto che corpo della persona ha smesso di funzionare.
Un bambino in età scolare è invece in grado di comprendere che la morte è definitiva e risponderà meglio alle informazioni semplici, concrete e dirette.
È probabile che i bambini piccoli sviluppino un immotivato quanto tragico senso di colpa attorno alla morte di un familiare: è importante considerare che questo può avvenire, cercare di notarlo e nel caso rassicurare che la colpa non è loro.

Gli adolescenti comprendono appieno il senso della morte, ciò però non significa che siano in grado di affrontare lo sconvolgimento emotivo che ne deriva.
L’adolescenza, in generale, è un momento di emozioni turbolente: riconoscere ed esprimere i sentimenti a seguito di un lutto può essere particolarmente difficile in quella fascia d’età. È possibile che, non sentendosi a proprio agio a parlare dei propri sentimenti, non riuscendo nemmeno a contenerli, passino direttamente “all’azione” cercando di liberarsi di questi contenuti, cercando di “evacuarli”, diventando di conseguenza più spericolati e impulsivi. Alcuni possono allontanarsi dalla famiglia cercando conforto in amici, altri possono tornare per un certo tempo ad essere più dipendenti e preoccupati per i membri della famiglia rimasti.
Conforto e rassicurazione: alcune linee guida. Nei momenti di lutto, in qualunque fascia d’età, i bambini e gli adolescenti hanno bisogno di conforto e sicurezza da parte dei membri della propria famiglia. Anche per questo la gettonata soluzione di allontanare i bambini da casa può renderli ancora più ansiosi e angosciati.
Di seguito alcune “linee guida generali” per parlare con i bambini della morte:
- Siate sinceri e usate la parola morte. Evitate l'uso di eufemismi per esempio dicendo loro che qualcuno si è addormentato o sta partendo per un viaggio.
- Presentate le informazioni in un modo in cui il bambino possa capirle.
- Siate diretti ma non brutali.
- Siate pazienti, disponibili per tutto il tempo necessario.Ascoltateli e rispondete alle loro domande. Consentite loro di assorbire quello che state dicendo.
- Rassicurateli sul fatto che non è colpa loro.
- Fate loro sapere che le persone soffrono in modo diverso e che non c’è un solo modo di piangere.
- Preparateli e istruiteli su cosa fare e cosa aspettarsi (es. funerale).
- A seconda dell'età, permettete loro di essere coinvolti in alcuni dei processi decisionali e di pianificazione. Per esempio, permettere ai bambini di decidere se vogliono partecipare alla veglia o al funerale.
- Lasciate che i bambini vi vedano piangere: dà loro il permesso di farlo.

Ognuno reagisce a modo proprio: siate d'esempio. I bambini hanno personalità diverse e diversi modi di reagire alla morte. Fondamentalmente ciò di cui hanno bisogno in questo processo è che gli adulti, non solo siano di conforto, affettuosi, di sostegno, disposti ad ascoltare e rispondere alle domande; ma anche d’esempio per comprendere che non c’è nulla di male a soffrire tanto, a manifestarlo e a cercare aiuto e supporto negli affetti più cari.
Se il vostro dolore è troppo forte non esitate a chiedere aiuto, sia alla rete familiare e sociale sia ad esperti qualificati: in questi momenti particolarmente dolorosi il non poter contare sulla “tenuta” da parte di un adulto per il vostro bambino risulterebbe essere un ulteriore peso emotivo con cui dover fare i conti.
Rivolgetevi ad un professionista qualificato anche qualora aveste semplicemente bisogno di una consulenza o un confronto. Qui ci sono i contatti del nostro studio.
I servizi di salute mentale, inoltre, offrono spazi specifici di ascolto e sostegno per bambini che hanno subito un lutto ( ad esempio https://goo.gl/v8qeZN ): informatevi chiedendo nel caso anche consiglio al vostro medico di famiglia.
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