
Ci sono due dati che gli psicologi non possono trascurare né per la propria attività in generale né per le proprie strategie di comunicazione e marketing.
- Sempre più le persone cercano sul web le informazioni sulla propria salute e sui professionisti cui affidarsi
- L'uso di internet si sta sempre più spostando sui dispositivi mobili e sui social.
WORLD WIDE WEB. Nel 2016 gli utenti attivi sul web sono stati circa 3 miliardi e mezzo, con quasi 2 miliardi di account social attivi, che prediligono sempre di più l'utilizzo di dispositivi mobili al posto dei pc.
GLI ITALIANI E IL WEB. In Italia, su 60 milioni di abitanti, 38 milioni utilizzano internet e 28 milioni hanno profili social.
Gli italiani si mostrano particolarmente propensi a utilizzare lo smartphone (85%) e accedono a piattaforme social con percentuali significativamente superiori rispetto alla media mondiale (52% della popolazione italiana contro una media globale del 37%).
Tra le 5 piattaforme più usate (Youtube, Facebook, Whatsapp, Facebook Messanger, Instagram), 2 sono di messaggistica: si tratta di un'indicazione estremamente interessante sia per quanto riguarda la gestione dei setting clinici sia per quanto riguarda le dinamiche relazionali in generale.
WEB E SALUTE IN ITALIA. Nel 2016 sono state 11 milioni le ricerche degli italiani su temi riguardanti la salute. Si cercano soprattutto sintomi delle malattie, le relative cause e i trattamenti possibili.
Al momento, gli algoritmi dei motori di ricerca, per quanto sofisticati, non separano in maniera efficace bufale e trattamenti scientificamente validati, con la diffusione di credente e fenomeni anche pericolosi per i singoli e per la popolazione in generale.
Per tutte queste ragioni, è importante che gli psicologi utilizzino il web non solo per promuovere legittimamente la propria attività libero professionale, ma anche per diffondere una valida cultura psicologica tra le persone.

WEB E SOCIAL: GENERAZIONI A CONFRONTO. Tutti ormai usano il web, ma non tutti lo usano allo stesso modo: l'agenzia SPROUT SOCIAL ha recentemente presentato un'analisi del comportamento sui social di tre fasce d'età:
- I Millennials (18-34 anni)
- La Generazione X (34-54 anni)
- I Baby Boomers (55+)
AND THE WINNER IS... Facebook. E' la piattaforma più utilizzata in tutte le fasce d'età considerate. I Millennials, però, sono meno affezionati, utilizzando in percentuali quasi simili anche altre piattaforme, soprattutto Snapchat e Instagram.
BABY BOOMER MENO INTERATTIVI. Le persone dai 55 anni in su, utilizzano i social soprattutto per informarsi su promozioni o sui prodotti da acquistare, cercandone caratteristiche e recensioni.
Utilizzano i social come una sorta di "motore di ricerca sui generis", infatti ne trascurano quasi del tutto la parte di interazione tra utenti.
ALLA RICERCA DELL'INTERAZIONE. Anche la Generazione X, come i Baby Boomers, utilizza i social per trovare informazioni sui prodotti e relative offerte, mentre i Millennials sembrano trascurare questo aspetto.
Generazione X e Millennials hanno però in comune la ricerca dell'interazione, non solo tra utenti, ma anche con i brand, nei confronti dei quali la Generazione X ha pure un atteggiamento estremamente severo. Le persone tra i 34 e i 54 anni, infatti, tendono a smettere di seguire un brand, e spesso di acquistarne i prodotti, se reputano che questi ultimi abbiano avuto sui social un comportamento offensivo alle credenze dell'utente.

COMPORTAMENTI D'ACQUISTO SUL WEB. A nessuna delle tre fasce d'età presa in considerazione piace avere brutte esperienze. Quando ci si imbattono, tendono a smettere di seguire il brand anche sui social, spesso non esimendosi dal raccontare la propria esperienza sui social.
- I BABY BOOMERS OSSERVANO. I baby boomers, oltre all'interazione, odiano lo spam: le newsletter, soprattutto se mal targhettizzate, rischiano di essere un'arma a doppio taglio, se non un pessimo strumento e investimento.
- LA GENERAZIONE X COMPRA. Gli utenti appartenenti alla Generazione X nel 70% dei casi prediligono l'acquisto di prodotti di brand seguiti anche sui social.
Per questo tipo di utenza è perciò importante una accurata strategia di customer care, che costruisca una solida fiducia e un'interazione costante e positiva. - I MILLENNIALS CHIEDONO. I Millennials presentano comportamenti d'acquisto in parte simili a quelli della Generazione X.
Sono però meno sensibili agli annunci pubblicitari, che anzi mal tollerano e saltano appena possibile. Sono una popolazione da fidelizzare sul lungo termine, attraverso messaggi indiretti, orientati a contenuti di valore, una sorta di "vendita senza vendere".
Come si può vedere comportamenti, esigenze, scelte, canali d'informazione cambiano in maniera anche significativa a seconda della popolazione a cui ci rivolgiamo, sia nella nostra offerta di servizio sia nella condivisione di contenuti di valore: è fondamentale tenerne conto per non disperdere risorse preziose nelle proprie strategie di marketing e promozione.
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