
Pokémon Go promette un viaggio reale nel mondo virtuale.
O un viaggio virtuale nel mondo reale...
Se non vedi la differenza è perché ormai il confine tra reale e virtuale si assottiglia sempre di più: corri fuori ad acchiappare i tuoi Pokémon!
E' la Realtà Aumentata, ossia "arricchita" (manipolata?) elettronicamente mediante informazioni che non sarebbero concepibili dai 5 sensi.
Pokémon Go è la nuova applicazione di Nintendo che in pochi giorni è diventata persino più popolare di Youporn.

AUMENTATA E ACCESIBILE. La ragione più immediata di un tale successo planetario è che al contrario di altre applicazioni che utilizzano la Realtà Aumentata, Pokémon Go non richiede hardware particolari: è sufficiente il telefonino che utilizziamo tutti i giorni.
I POKEMON. La seconda ragione è che questa nuova applicazione riguarda i Pokémon, videogioco nato nel 1996 e che conta varie riedizioni e un giro di affari vorticoso stimato in 40 miliardi di dollari. L'idea fu di Satoshi Tajiri, amante dell'aria aperta e appassionato di insetti, che creò un videogioco il cui scopo era acchiappare dei "pocket monsters", ossia "mostriciattoli tascabili".
ACCHIAPPALI TUTTI! "Gotta catch 'em all" è lo slogan ufficiale del videogioco, dove ciascun giocatore può allenare e migliorare le prestazioni dei propri pokémon facendoli combattere con quelli di altri giocatori. In questa nuova versione grazie all'utilizzo della Realtà Aumentata, i Pokémon fanno il grande passo e saltano dallo schermo della console per arrivare nel mondo reale.
POKEMON GO E' PERICOLOSO? Finora le notizie di gravi incidenti e persino morte di giocatori di Pokémon Go si sono rivelate tutte delle bufale: fino a questo momento nulla più di qualche giocatore notturno finito con i piedi nell'acqua. Ma non mancano gli inviti alla prudenza, soprattutto da parte delle forze dell'ordine, preoccupate che gli utenti possano giocare mentre sono alla guida o addirittura che i criminali possano utilizzare l'app come "esca" per attirare i giocatori in luoghi isolati per rapinarli.
SICUREZZA, ATTENZIONE, CONCENTRAZIONE. L'attenzione è un processo della mente necessario a districarsi in un mondo sempre più pieno di stimoli, senza far "scoppiare" il cervello per il sovraccarico.
L'attenzione è quindi una sorta di filtro che mette alcuni informazioni in primo piano e altre sullo sfondo.
Un noto esperimento al riguardo riprende una situazione tipica della nostra vita quotidiana: una festa. Tutti siamo andati ad un party con un amico e circondati da persone che chiacchierano tra di loro, riusciamo comunque a restare concentrati unicamente sulla nostra conversazione. E tanto più siamo interessati al dialogo, tanto più tenderemo ad escludere il resto del mondo, tanto da non renderci conto che il dj ha cambiato musica, che dagli altoparlanti è stato chiamato il nostro nome o che addirittura le persone intorno a noi hanno iniziato a parlare in un'altra lingua.
Questo fenomeno è tradizionalmente chiamato "effetto cocktail party" ed è noto già a partire dal 1953.
Anche il canale visivo, oltre quello uditivo, applica una sorta di inevitabile filtro all'ambiente circostante. E' un fenomeno che ben conoscono ad esempio le forze dell'ordine quando devono raccogliere le testimonianze di una persona aggredita, soprattutto se con un'arma. In questi casi la quasi totalità dell'attenzione è concentrata sull'arma, tanto da rendere quasi impossibile ottenere particolari addirittura sul viso dell'aggressore.
MA NON ERAVAMO LA GENERAZIONE MULTITASKING? Chattiamo su Whatsapp mentre aggiorniamo il nostro stato su Facebook. Guidiamo mentre parliamo, rigorosamente all'auricolare, al telefono. Scriviamo una mail mentre chattiamo. Conversiamo con il nostro amico mentre ci alleniamo. Ma riusciamo ad essere efficacemente multitasking solo se i compiti tra cui ci districhiamo non sono particolarmente complessi, altrimenti dal multitasking si passa alla distrazione e il pasticcio, anche pericoloso, è dietro l'angolo...
Per queste ragioni l'utilizzo di Pokémon Go deve essere accorto e non deve accompagnarsi ad attività potenzialmente pericolose come la guida dell'automobile.

GIOCO E REALTA' (AUMENTATA). Ci hai mai pensato? Si sono estinti i dinosauri, mentre il comportamento del gioco resiste imperterrito a tutti i cambiamenti climatici, tecnologici, relazionali.
Micheal de Montagne scriveva:
I giochi dei bambini non sono giochi e bisogna considerarli le loro azioni più serie.
Donald Winnicott nel 1951 nel suo classico testo "Gioco e Realtà" spiegava come il gioco, soprattutto quel primo gioco, quello preferito e speciale che il bambino sceglie in genere tra i 6 mesi e 1 anno fosse lo strumento essenziale per entrare in contatto con la realtà "altra da sé".
Ma cosa accade ora che è la realtà stessa il gioco?
Finora la Realtà Aumentata era accessibile a pochi, alcuni psicologi stanno iniziando ad utilizzarla anche per il trattamento di alcuni disturbi come le fobie o per la riabilitazione con risultati incoraggianti.
Quali cambiamenti ci aspettano ora che uno strumento così potente è accessibile a tutti?
Quale il destino della fantasia, ora che l'immaginato diventa immagine grazie alla mediazione della tecnologia?




