Tutti sperimentiamo l'ansia nel corso della vita, ma quali sono i segnali d'allarme da tenere d'occhio?
Quali le soluzioni possibili?

COS'E' L'ANSIA? Non è semplice definire l'ansia: ha a che fare con la paura, ma è qualcosa di più.
La paura, infatti, è una funzione adattativa, primitiva, essenziale per la sopravvivenza, per sfuggire ai pericoli e per evitare le insidie.
L'ansia è fatta di paura, ma è qualcosa di più articolato. Coinvolge non solo le reazioni immediate, fisiologiche e comportamentali, ma anche pensieri ed emozioni complesse.

Se ho timore dei ragni, avrò paura quando ne vedrò uno.
Ma il pensiero di vedere un ragno sul davanzale del balcone, quello che possa camminare sulla mia mano, l'idea perciò di evitare il giardino o di tenere la finestra chiusa: ecco, tutto questo è l'ansia.

QUANDO L'ANSIA DIVENTA UN PROBLEMA? L'ansia caratterizza in qualche modo la vita di tutti: quando diventa qualcosa di disfunzionale, che danneggia fortemente la qualità della vita?

L'ansia diventa un problema quando sono presenti:

  1. I PENSIERI DISFUNZIONALI: ossia tutti quei pensieri che fanno valutare in modo esagerato gli esiti di una o più situazioni;
  2. LA COMPROMISSIONE DEL FUNZIONAMENTO QUOTIDIANO: la vita di tutti i giorni, sul lavoro, in famiglia, a scuola, con gli amici, diventa complicata, troppo, tanto da rendere difficoltoso se non impossibile portare a termine operazioni che prima erano consuete;
  3. LA CONTINUA SENSAZIONE DI UNA MINACCIA O DI UN PERICOLO:  si vive sul chi va là, in attesa di una catastrofe imminente;
  4. I FALSI ALLARMI: se la catastrofe è imminente, ogni segnale, anche il più innocuo, verrà interpretato come pericoloso e pauroso, e perciò fonte di ansia;
  5. L'IPERSENSIBILITA' AGLI STIMOLI:  anche la minaccia più lieve verrà percepita come gravissima.

LE FORME DELL'ANSIA. Quando l'ansia diventa disfunzionale, assume in genere una di queste tre forme:

  1. FOBIA: la paura di una situazione specifica - ad esempio stare in uno spazio chiuso - o di qualcosa di specifico - ad esempio un animale -;
  2. ATTACCHI DI PANICO: la paura fortissima che ci coglie in una situazione da cui si è convinti non ci sia via di scampo;
  3. ANSIA GENERALIZZATA: la paura e la tensione diventano uno stato continuo e costante che caratterizzano ogni aspetto della vita, negli affetti, nelle relazioni, sul lavoro, nelle amicizie.

NON SOTTOVALUTARE! Spesso si sottovaluta l'ansia: in fondo è qualcosa che proviamo tutti, in fondo, si pensa, passerà. Tendiamo a pensare sia una questione di tempo, di debolezza, che sarà sufficiente aspettare un po' o farsi forza in qualche modo e tutto tornerà a posto.
A volte è così, ma tante altre no, non lo è e si finisce a far trascorrere mesi se non addirittura anni prima di chiedere aiuto ad un professionista.
Questo tempo diventa rapidamente un terreno fertilissimo per problemi con il nostro partner, i nostri figli, sul posto di lavoro, nelle amicizie, in ogni aspetto della vita quotidiana.

Quando ci si rivolge ad uno psicologo, il sollievo dai sintomi più limitanti dell'ansia è abbastanza rapido: a richiedere più tempo, invece, sono i "danni collaterali" che l'ansia ha prodotto nelle relazioni e negli affetti.
Per questo è importante non avere timore di rivolgersi ad uno psicologo: tanto prima, tanto meglio.

In particolare è importante fare attenzione a questi segnali d'allarme:

  1. PREOCCUPAZIONI ECCESSIVE E COSTANTI: preoccupazioni per cose di tutti i giorni, in maniera così invasiva da renderci difficile portare a termine le azioni di tutti i giorni;
  2. PROBLEMI DI SONNO: in particolare problemi nell'addormentarsi, al di là della preoccupazione contestuale che chiunque può avere quando magari al mattino dopo ha un impegno importante e significativo;
  3. TENSIONE MUSCOLARE E PROBLEMI DIGESTIVI: il corpo parla, spesso meglio delle parole stesse. La tensione muscolare persistente, la sindrome del colon irritabile sono spesso tentativi del corpo di scaricare l'ansia; sensazioni fisiche che ci rendono affaticati e irritabili;
  4. PERFEZIONISMO: rappresenta il tentativo di avere tutto sotto controllo, un'attitudine però molto dispendiosa, faticosa e spesso fastidiosa, per se stessi e gli altri, che paradossalmente non ci rende necessariamente più produttivi né in quantità né in qualità;
  5. PANICO: gli attacchi di panico sono caratterizzate da sensazioni spaventose, come la paura di morire o di stare per avere un infarto. Agire al primo attacco di panico è fondamentale, per evitare il cronicizzarsi della situazione.

 

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Autore
Ada Moscarella
Author: Ada MoscarellaWebsite: www.ampsico.itEmail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
E' stato con l'aiuto di uno dei miei primi pazienti che ho capito fino in fondo perché amo questo lavoro. Mi fu presentato dal medico responsabile del suo ricovero: alcol, sostanze, fedina penale sporca. - E' un caso disperato - mi disse e mi lasciò intendere che non avevo da perderci molto tempo. Di tempo insieme, in effetti, ne passammo un po' e non direi che sia andato perduto. Lui si è disintossicato dall'alcol e dall'eroina, io ho capito che la profonda ragione per cui amo il mio lavoro è la possibilità di scoprire la forza anche lì dove tutti vedono solo disperazione, debolezza, fragilità. Così ho scoperto quanto sia poco interessante andare alla ricerca di colpevoli e quanto invece la vera forza della psicologia sia la sua capacità di trovare il modo di usare al meglio quello che si ha. Questa è la Base Sicura; il posto in cui costruire insieme risposte solide, concrete, durature a un bisogno universale: - Come faccio a stare meglio? -


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